|

H k a Hèkate e Mahuike t e h
"Dee, miti,
streghe, incantesimi e incanti del fuoco"
DRAMMATURGIA
Hèkate Dea degli
incantesimi e degli spettri, delle arti magiche e della Stregoneria
Mahuike, la terribile
strega del fuoco
Artajos lo
stregone del sapere antico
Taranis il
potente Guerriero di Fuoco (l'infuocato)
La compagnia nelle
proprie produzioni artistiche intende sempre associare l’intrattenimento ed il
divertimento con messaggi culturali che permettano la libera espressione di
interpretazioni personali di idee, fatti, opinioni
Per questo,
nell’ideare questo nuovo spettacolo, ha operato una ricerca storica e mitologica
su narrazioni e leggende alle origini della cultura italiana, ma anche di Paesi
lontani come i Maori, per riunire il tutto in una storia che insieme possa
sorprendere ed intrattenere il pubblico, ma anche far riflettere sul potere
profondo del fuoco e l’origine della sua immagine mistica
Hèkate è una dea
della religione greca e romana (Latino Hecata o Hèkate, Greco Antico Έκάτη,
Hekátē), ma di origine pre-indoeuropea; viene definita la fonte
della vita e le viene attribuito il potere vitale su tutti gli
elementi, in grado di viaggiare liberamente tra il mondo degli uomini, quello
degli Dei ed il regno dei Morti.
Fu in origine una dea
delle terre selvagge e del parto proveniente dalla Tracia, o dai cariani
dell'Anatolia.
I culti popolari che
la veneravano come una dea madre inserirono la sua persona nella cultura greca
come Έκάτη. Nell'Alessandria tolemaica essa in ultima analisi ottenne le
sue connotazioni di dea della stregoneria e il suo ruolo di 'Regina degli
Spettri', in queste vesti fu poi trasmessa alla cultura post-rinascimentale.
Oggi è vista spesso come una dea
delle arti magiche e della Stregoneria. È inoltre l'equivalente
della Trivia
romana.
Έκάτη è l’archetipo della Dea
con la torcia in mano che ha ispirato moltitudini di artisti in tutta la
storia occidentale, dalla ben nota Statua delle Libertà a Lady Liberty a
Dublino ai dipinti di William Blake….
Il Fuoco è l'elemento dei sentimenti
e delle passioni. Il Fuoco può
sostenere la vita o portarla via nel giro di un attimo. L'elemento fuoco è
molto affascinante. Prometeo
fu legato ad una roccia sul pizzo di una montagna e torturato da un'aquila per
tutta l'eternità per aver rubato il fuoco agli Dei ed averlo dato agli uomini.
Senza il fuoco vivremmo ancora nelle caverne. Le persone nate sotto questo
elemento come l'Ariete, il Leone e il Sagittario sono molto passionali e sono
degli amanti strabilianti. L'elemento fuoco in tutte le culture del mondo è
associato a poteri come l'autorità, la rinascita, il coraggio, la fertilità, il
cuore e la verità.
La
positività del fuoco, per gli uomini, è direttamente rapportata alla
possibilità che essi hanno di controllarlo e di possederlo. Un antico proverbio
dice: "L'acqua e il fuoco sono buoni servitori ma cattivi padroni".
E' il controllo e il possesso del magico fuoco che rappresenta la possibilità
evolutiva del genere umano.
Da sempre gli uomini attribuiscono al
fuoco qualcosa che va ben oltre il suo uso utilitaristico.
Fare fuoco, da sempre, vuol dire anche
riunirsi. Ai primordi, è attorno al fuoco, proprio attorno, letteralmente, che
gli uomini iniziano a incontrarsi. Iniziano a sentire la necessità di
comunicare, anche il solo non essere nemici, e iniziano anche a raccontare le
proprie esperienze. Iniziano a fare cultura.
Per tradizione il termine 'focolare'
indica 'casa' , anche perché, oltre che indicare il punto di aggregazione del
nucleo famigliare, fin dai tempi dei tempi il fuoco determinava anche la forma
della capanna.
La più primitiva costruzione era
circolare perché al centro c'era il fuoco.
Mahuike nella tradizione
Maori è la terribile dea (o strega) del fuoco
La sua magia del fuoco
è talmente potente che in una leggenda “si strappò l'unghia, la gettò al suolo
e tutto il luogo prese fuoco. ― Volevi il fuoco? ― gridò a Maui. ― Ecco, ora ce
l'hai! Maui fuggì, ma le fiamme si levarono intorno a lui, bruciando la terra e
facendo bollire le acque del mare.” È la sorella minore di Hine-nui-te-po, Dea della morte. Ha
sposato Auahi-Turoa e insieme hanno avuto
cinque figli, di nome per le cinque dita della mano umana, chiamata
collettivamente Nga
Manawa.
Artajos è in qualche modo
l’equivalente celtico del Dio Mercurio
romano, Hèrmes greco, Thot egiziano
Divinità della saggezza,
si distingueva tra gli altri per la sua mente acuta, inventore dell’alfabeto,
delle note musicali, del modo di tenere i conti, supremo conoscitore delle cose
antiche e profonde
Artaios è
aggettivo derivato dal sostantivo celtico *artos «orso» (cfr. gaelico art,
gallese arth, bretone arzh), a sua volta dall'indoeuropeo *RKTO (cfr. sanscrito
rksa, greco árktos, latino ursus). Tra i Celti molti nomi propri erano relati all'orso, come
Articnos, Artomagus, Artorix; e in fondo anche il nome di re Artù insiste sulla
medesima radice. Per gli antichi Celti l'orso aveva una forte valenza simbolica
legata alla saggezza ed alla sapienza.
Taranis: il Signore del
Tuono Nella
mitologia celtica Taranis era il dio del tuono venerato in Gallia e in Antica Britannia e citato, assieme a Esus e Toutatis, dal poeta romano Marco Anneo Lucano nel suo poema epico Pharsalia come una divinità
celtica alla quale venivano fatti sacrifici
Il lessico ricostruito del linguaggio Proto-Celtico, raccolto dall'Università del Galles suggerisce che il nome è
probabilmente derivato in sostanza dal Proto-Celtico *Toranos. Questa parola
Proto-Celtica significa ‘tuono.' Al giorno d'oggi in gallese Taranu significa 'tuonare'.
Taranis, come
personificazione del tuono, viene spesso identificato
con divinità simili trovate in altri pantheon indoeuropei. Tra questi, Thor e il dio ittita Tarhun (vedi Teshub) contengono un
corrispondente elemento *tor
|