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Stage di
CLOWN
l'Arte
del non fare
con
Matisse (Fabio Corallini)

termine
iscrizioni
martedì 26 febbraio
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| Date |
venerdì 1 sabato 2 e domenica 3 marzo 13
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| Orari |
Venerdì dalle
18.00 alle 23.00
Sabato e domenica
dalle 10.00 alle 19.00
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| Luogo |
c/o
TeatrAzionE v.
Rismondo 39 Torino
Per
maggiori
informazioni 011 5889562
info@teatrazione.com
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| A CHI SI RIVOLGE |
la
proposta si rivolge a maggiorenni che siano fortemente motivati ad un
lavoro di formazione intenso e molto impegnativo, anche a coloro che
non sanno recitare, che pensano di non avere talento per il teatro e
sono convinti di non poter imparare a fare gli attori
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| Obbiettivo |
L
’obiettivo di questo workshop è quello di
esplorare la figura del clown o altra espressione comica relativa allo
spettacolo,
in tutta la sua estensione e forza creativa in maniera diretta.
Lo show inizia dal primo giorno di lavoro , dal primo momento, un
approccio
diretto allo spettacolo e contemporaneamente, la progressiva scoperta
degli
elementi tecnici necessari per una messa in scena perfetta .
Il silenzio e il vuoto, condizioni necessarie per l’apertura interiore
e quindi
per l’espressione, saranno gli unici punti di riferimento a quanti, nel
workshop, si ritroveranno a condividere una così diretta esperienza con
il palcoscenico;
che il teatro sia finalmente un viaggio emozionale, e non un vago
concetto
astratto e teorico.
L’ambiente di lavoro sarà vissuto e percepito come un reale spazio
teatrale,
con luci, musica, scenografie, tempi e silenzi.
A fine workshop si va in scena davvero e con un pubblico vero.
L’accento è
sulla condivisione piuttosto che sull’esibizione, divertire
divertendosi,
l’intenzione è di trascendere l’approccio troppo spesso concettuale che
si ha
dello spettacolo e in genere dell’espressione creativa diretta ad un
pubblico.
Sentire il teatro facendo teatro, viverlo come qualcosa di realmente
possibile
proprio perché tanto vicino al nostro centro: il cuore.
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| Abbigliamento |
I
costumi, che
prevedono l’utilizzo di materiale povero e di riciclo, saranno
procurati dagli allievi.
Un
abito
elegante e un po’ démodé completo di giacca, cappello, bagaglio
(valigia o borsetta), scarpe. Un costume che una donna o un uomo
d’altri tempi avrebbero scelto per il giorno della festa, forse troppo
largo o stretto: più è serio, meglio è. Per le donne è preferibile la
gonna, e anche il loro costume prevede un cappello; per gli uomini sono
gradite anche cravatte e papillon .
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| Programma |
PROGRAMMA
giorni - 3 \ 8 ore di studio al
giorno
aperto a tutti con messa in
scena
finale.
Silenzio
L’Uno
Respirazione con il diaframma
Baricentro e Gravità
Presenza vuota : l’arte del non
fare
Timing con musica - senza musica
Movimenti : onda, rigido,
slow–motion, super fast , still
Musica : gesto - espressione -
movimento - numero
Il numero come partitura
musicale
Lo spettacolo come partitura
musicale
Il numero come coreografia
Sintesi e semplicità di un
numero
Feedback : interno - esterno
L’abilità può nascondere
Il pubblico : controllo soft -
sharp
L’originalità rivela il vero se
Esibizione o condivisione ?
Il parlato : diaframma e
dinamiche
della voce
Spazio scenico : teatro - circo
-
strada
Il clown : il bianco e
l’augusto.
Il proprio e unico clown
Creazione di un personaggio
Cambio personaggi
Costumi
Make-up
Strumenti di lavoro
Produzione di uno show con un
mini
budget
Lo spettacolo è solo un mezzo
La cerimonia invisibile
La gratitudine
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CURRICULUM
di
Matisse (Fabio
Corallini)
Fabio
MATISSE Corallini 46 anni, inizia l’arte del clown nel 1991 per le
strade di New Orleans ( U.S.A.) Nel 1994 è clown nel Golden Circus di
Liana Orfei,nel 1998 è Clown ufficiale a EXPO’ 98 Lisbona, nel 1999
fonda a Barcellona il Matisse Performing Group compagnia di teatro
danza, con cui debutta nel 2000 , al Teatro Palladium di Roma con lo
spettacolo BLUE. Nel 2001 registra in veste di sassofonista e autore il
cd NOTTURNO per l’etichetta belga Blue Jack Jazz Records. Vive a Roma ,
e gira l’Italia e l’Europa con il suo ultimo spettacolo MIND THE STEP,
conduce workshop di clown presso università e scuole di teatro
CURRICULUM
VITAE
Fabio
Matisse Corallini
nato a Roma
nel 1964.
Diploma
magistrale.
Studi di
Psicologia presso l’Università LA SAPIENZA di Roma
Inglese
Spagnolo
Clown MIND THE STEP (DVD) Inghilterra - Italia.
Regista BLUE
(DVD) - Italia.
Musicista
sax soprano NOTTURNO (CD) - Belgio.
PROFESSIONALI
Stage di Circo Ringling Barnum Circus - New.
Orleans U.S.A.
Pubblicità per Southern Comfort Whiskey - New
Orleans U.S.A.
Stage di
Mimo con S. Francisco Mime Troupe - S.Francisco U.S.A.
Attore e
mimo nello spettacolo DREAMS di A.Kurosawa regia di
Alan Murphy International Mime Festival of
Atlanta - U.S.A.
Clown
ufficiale LUNEUR – Roma.
Stage di
Mimo al Circo a Vapore ( Scuola Internazionale di Teatro ) - Roma.
Stage di
Mimo al M.T.M - Roma.
Clown per il
GOLDEN CIRCUS di Liana Orfei – Roma
Fondatore e
regista della compagnia FLIP FLOP CHANGE COMPANY –Roma.
Attore e
mimo nello spettacolo “ ELEGANTISSIMO” regia di Hernan Sander
Festival
Internacional deTeatro de Tarrega – Spagna.
Clown per
TMI di TELECOM Italia per le Fiere di Telecomunicazioni di, Stoccolma,
Bruxelles, Madrid.e mimo nello spettacolo “ABOUT ME “ regia di Fabio Matisse Corallini
Festival International di Teatro di Thonon le
Bain – Francia
Clown per
Festival Super Bock – Portogallo
Attore e
mimo nello spettacolo “ SO WHAT ? “ regia di Frank Milton
Festival di
Auvignon – Francia
Attore e
mimo nello spettacolo “ SO WHAT ? “ regia di Frank Milton
Festival
della Gioventù Villa do Conde - Portogallo
Clown per
EXPO’ 98 Lisbona – Portogalloprotagonista nel cortometraggio “EL MONO” regia di
Jack Mc Hain Spagna.
Fondatore e
regista del Matisse Performing Group Barcellonalo spettacolo “ BLUE” Festival
Internacional de Teatro de Barcelona – Spagna.
Attore e mimo nello spettacolo “ABOUT ME “
regia di Fabio Matisse Corallini
Festival
Internazionale di Alcorcon – Spagna.e mimo nello spettacolo “ ABOUT ME “ regia
Fabio Matisse Corallini
Festival
Internazionale Aurillac – Francia.
Debutto in
Italia del Matisse Performing Group al Teatro Palladiumcon lo spettacolo BLUE –
Roma.
Clown per organizzazione umanitaria
“Cooperacion Espanola “ scuole e orfanotrofi di Ramallah e Gaza – Palestina
Attore e
mimo nello spettacolo “ ARCOIRIS “ regia di Emanuel TorresInternazionale di
Teatro ASTE NAGOSTIA in Bilbao – Spagna
Posa come clown nella fiction INCANTESIMO Rai
Radio Televisione Italiana Roma.
Seminario di
teatro e clown per Federazione Italiana Musicoterapia Roma.
°Premio
Clown lo spettacolo “ EXENTRICO “ regia Fabio Matisse
Corallini
Veregra Festival di Montegranaro – Italia.
Autore e
sassofonista , del cd NOTTURNO per Blue Jack Jazz Records Belgio.
Fantasista \
trasformista rassegna FACCIA DA COMICO a cura di Serena
Dandini
Teatro Ambra Jovinelli - Roma.
Clown e
trasformista con lo spettacolo “ EXENTRICO ” regia di Fabio
Matisse
Corallini Casinò Hit di Kranija Gora - Slovenia.
Attore e
trasformista Casinò Hit La Perla Nova Goriza - Slovenia.
Attore e
mimo nello spettacolo “ EXENTRICO “ regia di Fabio Matisse
Corallini
Festival Internazionale di Koblenz – Germania.
Attore e
trasformista nello spettacolo “ EXENTRICO “ regia Fabio Matisse
Corallini
Casinò Hit La Perla Nova Goriza – Slovenia.
Performances
Supper Club – Roma.
Attore e
trasformista nello spettacolo MIND THE STEP regia Fabio MatisseCorallini -
Italia .
Attore e regista nello spettacolo Cafe’ du
Monde compagnia
“ The
Flippertons “ regia di Fabio Matisse Corallini - Italia.
Attore
trasformista Casinò La Perla a Nova Goriza Slovenia
Spettacolo
MIND THE STEP al Teatro dei Comici di Roma.
Workshop di
clown presso F.E.D.I.M Federazione Italiana di Musicoterapia
Workshop di
espressione corporea presso Istituto Svizzero di Roma.
Preparazione
e prove per la prossima messa in scena dello spettacolo “Sono rimasto solo, con
te”
di Davide Alfandari adattamento scenico e
regia di Diana Kavakliyska.
Preparazione
e prove per la prossima messa in scena de ”Il Punto” di Fabio Matisse Corallini
regia Fabio
Matisse Corallini |
Mi chiamo
Fabio Corallini e sono di Roma. Ho iniziato a lavorare a 17 anni, facendo tutti
i lavori possibili, per pagarmi gli studi di psicologia. Volevo diventare
professore universitario, ma dopo due anni ho lasciato l’università, non ero
soddisfatto. Ho comprato un sassofono e per studiarlo sono andato a New
Orleans, dove ho vissuto due anni. Lì mi sono arrangiato, esibendomi in strada
per la prima volta, come statua di maestro d’orchestra. Era una necessità,
facevo capello e andavo a fare la spesa, ma è stata anche una buona scuola,
perché ho visto tanti bravi artisti, fino a maturare un mio stile. Nel 93 sono
tornato in Italia e ho cominciato a lavorare in piazza a Roma, per poi essere
ingaggiato come clown da Liana Orfei per il Golden Circus. Nel 95 sono partito
per la Spagna, dove sono rimasto cinque anni, lavorando tra l’altro a
Lisbona-Expo e per la Telecom in alcune fiere internazionali.
La mia
formazione è stata la strada e qualche seminario che ho fatto in America. Ho
provato a fare una scuola di mimo a Roma; ho fatto due mesi e me ne sono
andato, credo che un maestro debba essere capace di portare alla luce ciò che
sta in te e non cercare di darti la sua impostazione. Mi hanno influenzato
alcuni artisti come per esempio George Carl, clown d’oro nel 74, lui riesce a
tenere il pubblico grazie solo alla sua presenza scenica. anche Marcel Marceau
mi ha colpito moltissimo per l’eleganza, lo stile, la bellezza. Dopo ho
iniziato ad amare il clown, perché è un personaggio più caldo. Ora sono un
fantasista, uno che fa ridere facendo delle cose, né clown né mimo, forse un
mimo eccentrico, rigorosamente muto. Uso diversi momenti e attrezzi, classici e
non, per fare spettacolo.. con una grande ispirazione: i cartoon. Uso denti
finti, ho pure un naso finto, mi piace questo personaggio stilizzato che
diventa un pupazzo e che vive di vita propria, un personaggio a sé. La
giocoleria in se stessa non mi coinvolge, mi piace quando è un numero che
lascia spazio all’emozione. L’unico numero di abilità che presento nel mio show
è una manipolazione con palline…mi entrano da un orecchio e mi escono
dall’altro, ma non è un’esibizione di abilità, piuttosto un numero comico che
faccio danzando; dura due minuti cronometrati ed ho impiegato un annetto a
prepararlo.
Questo è ciò
che faccio professionalmente da undici anni. Mi piace anche suonare il sax e
l’anno scorso ho inciso con “Matisse-Accardo Quartet” un disco come
sassofonista per una etichetta del Belgio, la BlueJackJazzRecords. Ma la mia
passione è produrre spettacoli di teatro-danza con ballerini, acrobati,
musicisti, cantanti, in cui sono autore e regista. Quella è l’altra parte di
me, più esistenzialista, sperimentale, meno naif. Tutto autoprodotto con i guadagni
fatti in piazza come clown o sassofonista. L’ultimo l’ho fatto nel 2000 a Roma,
si chiama Blue ed è stato rappresentato al teatro Palladium; ci ho lavorato
quattro mesi, facendo una sola serata, gratis. Di quella serata mi è rimasto
solo il video.
LA STRADA
Ho iniziato
a fare la strada in America, ed è durissimo. A New Orleans mi alzavo alle sei
del mattino perché l’unico posto buono era Jackson Square, dove la competizione
è molto forte, e se non sei del posto hai ancora più problemi. Poi in Inghilterra
ho lavorato a Covent Garden, dove per regolamento devono accettare tutti. Mi
sono registrato, ed ho aspettato il mio turno, anche lì molta concorrenza. Un
giorno, dopo aver aspettato quattro ore il mio turno inizio a lavorare ma..
comincia a piovere!!!! tolgo tutto, spiove, vado per ricominciare, ma un altro
ha già preso il mio posto!!!! Ad Amsterdam un’artista di strada ha chiamato per
due volte la polizia, e questa, siccome io non avevo alcun permesso, si scusava
con me perché doveva applicare la legge. Queste cose in Italia non le ho viste,
il pubblico italiano lo amo, quello romano in modo particolare. Potrei
raccontarti tante occasioni in cui la gente ha fatto cerchio intorno a me per
difendermi dalla polizia; solidarietà allo stato puro. Una volta hanno riempito
il mio cappello senza che io avessi fatto nulla e dare uno schiaffo morale ad
un vigile. Sono andato a lavorare anche in Palestina nel 2000, con
un’associazione umanitaria che si chiama COOPERAZIONE SPAGNOLA, facendo
spettacoli tra le macerie dei territori occupati di Ramala e Gaza.
LA CERIMONIA
Amo il
pubblico della piazza, vengo da una famiglia di operai e so che vuol dire
essere stressati per il lavoro, io voglio lavorare per questa gente. Essere
artista è l’unica cosa che mi permette di sentirmi vivo di vivere senza
pestarmi l’anima, faccio questo come conseguenza di un modo di esistere e non
viceversa. Mi sono sempre sforzato di portare il massimo della qualità in
piazza, se non ho gli abiti stirati, se non sto bene, evito di andare (a volte
devo !!). Mi piace portare il divertimento ai lavoratori, alla gente semplice,
e quando mi inchino alla fine dello spettacolo e sento l’applauso, mi rendo
conto che attraverso di me passa un’entità che ha creato tutto questo. L’idea è
di fare spettacoli talmente belli che la gente, avvicinandosi a questa
bellezza, intuisca che tutto questo è stato creato come un ringraziamento a
Dio, alla poesia, e si avvicini essa stessa alla luce. Non sono un filosofo ma
una consapevolezza mistica interiore esprime la mia gratitudine alla vita. Sono
solo uno strumento, e onestamente non capisco l’esaltazione di questi virtuosi,
di questi genii che non si rendono conto di dover “ servire”, le piccole e
grandi ruote della VITA e mantenere questa poesia, questa meraviglia per il
mondo che altrimenti si va perdendo, col rischio di diventare cinici .
Quando sono
in piazza o su un palcoscenico, divento un postino delle energie del cielo blu,
e del profumo del mare, non rompo i coglioni per avere la mancia… sono già
contento di essere stato scelto. In certi spettacoli sembra che uno mangi e gli
altri stiano a guardare, e molte persone usano il pubblico per nutrire il
proprio ego. Ma sono già usati (tv, lavoro, ...), poi ti ci metti pure tu! La
maniera di fare il cappello, impacchettare la richiesta, infiocchettarla… io
sono undici anni che dico “Signore e Signori, grazie!” e penso che basti, la
gente non è stupida; li vede i miei capelli grigi, mi vede che corro e sudo per
40 minuti. Chi vuol dare, dia… Anche perché impieghiamo così tanta energia per
farli sognare e poi… risvegliarli bruscamente da un magico viaggio. Ci vuole
più consapevolezza, non farsi troppi trip egocentrici, non ci vuole niente a
perdere tutto, tutto ciò che t’arriva non è tuo, è in prestito, ti viene dato,
ti viene offerto. Devi farlo girare, devi metterlo a disposizione di tutti,
facendoli divertire, e dando loro la possibilità di condividere il tuo
privilegio e fortuna. Quello che accade durante lo spettacolo è la parte più
visibile e apparente, ma non la più importante, quella fondamentale è ciò che
rimane invisibile. A volte per frazioni di secondi mi distacco e vedo tutto!!!
Il pubblico guarda, senza rendersi conto che tutto lo spettacolo e solo una
scusa, mentre sono distratti dallo spettacolo.. sotterraneo viaggia l’amore,
viaggia quell’energia e quell’atmosfera che fa di uno spettacolo una cerimonia.
Senza fanatismi, senza esaltazioni. Senza questa comunione lo spettacolo non ha
ragioni di esistere diventa pura esibizione, uno sport. L’arte è un rito sacro,
una celebrazione, non si dovrebbe usarla come un oggetto di consumo.
IL FUTURO
Avverto
l’esigenza di provare nuove cose, come un palcoscenico dove ci sia silenzio
assoluto, dove c’è una luce per ogni effetto dove fai un movimento minimo e
tutti lo vedono, fai un sospiro e tutti lo sentono. Setacciare tutto ciò che
faccio in piazza, pulirlo e montarlo in teatro. Continuerò a fare la strada ma
voglio poter vivere anche di altro cominciare a dedicarmi più al lavoro, senza
affaticarmi più per fare un cerchio, per cercare un posto dove non ti mandino
via. Dopo undici anni di lavoro a cappello per libera scelta, ora sento
cambiare qualcosa. Mi piace condividere il mio divertimento piuttosto che far
divertire, far entrare il pubblico a spettacolo iniziato, e farlo uscire quando
lo spettacolo non è ancora terminato. Dopo tutti questi anni di teatro
sperimentale il principio teatrale o di ogni qual si voglia performance è
rimasto lo stesso: mettetevi seduti e vi faremo vedere quanto siamo bravi, creativi
e originali. Questo modello crea distacco tra l’artista e lo spettatore. Io
vorrei che la gente entrasse ed uscisse da un ambiente magico che esiste a
prescindere da loro, che non è stato creato per loro. E’ come se tu entrassi in
casa mia.. quando te ne vai io non smonto la casa, la mia casa esiste a
prescindere da te.
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