|



|
Quattro
ragazze decidono di convivere e si apprestano a restaurare la vecchia
casa che andranno ad occupare. Per questo si inventano artigiani edili
con situazioni comiche derivanti dall’inesperienza di chi si improvvisa
in un mestiere non suo. Nel corso dei lavori emergono le tracce delle precedenti inquiline di cui
prendono forma stralci di vita:
una madre
vista con gli occhi del suo
bambino,
una donna
sul punto di chiudere una storia d’amore,
una
ragazzina che sogna il principe azzurro che forse non verrà,
un’arrampicatrice sociale che rinnega se stessa e il suo mondo per
raggiungere uno status apparentemente più elevato.
Tutte queste
donne si trovano sospese in situazioni indefinite, tra quel che è e
quello che potrebbe essere, messe di fronte a realtà senza tempo che
accomunano molte donne.
Tra passato
e presente si crea dunque un ponte che lega vecchie
e nuove abitanti della casa.
Tra
nostalgia e comicità, il presente fa da collante al passato alternando
emozioni e sentimenti di natura diversa.
E
proprio sul divertimento le artiste
vogliono rimanere pur lanciando un messaggio culturale: ecco che il
“collante”
delle scene è la comicità del clown teatrale, delle comiche alla Laurel
&
Hardy, dei giochi di status, dei tempi comici della commedia dell’arte
Le
artiste infatti fanno ampio uso di
queste tecniche per interpretare il loro ruolo di artigiani edili
improvvisati
e proprio per questo inesperti, quindi soggette alle più esilaranti
disavventure
Senza
cadere nel grottesco
luogo comune
dell’incapacità femminile di fronte a certi lavori, sapranno divertire
con le
classiche cadute, il gioco degli equivoci, le smorfie e le gag del più
ampio
repertorio clownesco interpretate senza l’esagerazione ed esasperazione
del
pagliaccio circense, ma piuttosto con la misura del comico teatrale
I personaggi femminili e le loro storie, di stampo squisitamente
teatrale, prendono
nuova linfa e una forma inusuale attraverso l’accostamento della
recitazione,
del canto e della musica alle tecniche circensi.
Come le quattro protagoniste improvvisandosi idraulici, imbianchini e
tappezzieri, trasformano i classici attrezzi circensi in strumenti di
lavoro, così anche i fantasmi delle precedenti inquiline, rievocati dai
vari oggetti rinvenuti, raccontano le loro storie utilizzando trampoli,
cerchio, trapezio e tessuti aerei |
 |
|
Il
pubblico è ora spettatore degli
avvenimenti, ora partecipe in prima persona, scelto con le tipiche
tecniche del
teatro di strada e coinvolto direttamente
ad aiutare una improvvisata
imbianchina ad arrampicarsi su un traballante
sostegno per poter arrivare a dipingere anche gli angoli più nascosti,
ora
oggetto primo della finzione impersonando collettivamente il partner
scenico
degli artisti, ora chiamato a giudicare e sostenere o meno l’uno o
l’altro
artista.
Lo spettacolo vuole
relazionarsi con gli spettatori in modo
continuo senza permetter loro “distrazioni” creando interazioni di
diverso
livello: dalla semplice collaborazione al protagonismo, dal guardare la
scena
alla complicità
http://www.youtube.com/watch?v=Ghk490zhOB0
Durata:
circa 60min
n.
Artisti: 4
|
|